La causa legale dell’Italia contro Pfizer sarà probabilmente civile e volta ad ottenere un risarcimento pecuniario – parla l’Avvocato Massimo Dragone*

La causa legale che l’Italia intende proporre contro Pfizer per i ritardi nelle forniture di COVID-19 sarà probabilmente di natura civile e sarà volta ad ottenere una compensazione pecuniaria, ha detto a Sputnik l’avvocato Massimo Dragone specializzato in questioni di vaccini.

Martedì, la ministra italiana delle Infrastrutture e dei Trasporti Paola De Micheli ha dichiarato su Rai 1 che l’Avvocatura dello Stato presenterà un esposto contro la Pfizer per il mancato rispetto del piano di vaccinazione che l’Italia ha fatto insieme all’Unione Europea.

“Intravedo gli estremi per avviare un’azione civile. Ci sono state anche speculazioni su una possibile responsabilità di carattere penale, ma qui entriamo in un ambito più complesso, e non so se sia opportuno intraprendere un’azione penale contro un’azienda che sta producndo vaccini utili a tutta la comunità. Vedo più facilmente realizzabile un’iniziativa civile”, ha detto l’Avv. Massimo Dragone del Foro di Venezia.

L’Avv. Dragone ha spiegato che è difficile prevedere i contorni di un’eventuale procedimento giudiziario, considerato anche che non conosciamo il testo del contratto di fornitura dei vaccini. Entrambe le parti del contratto – l’Unione Unione Europea e Pfizer – hanno protetto il segreto commerciale e non lo hanno reso pubblico.

“L’altra questione è che l’azione legale dovrebbe essere radicata in Belgio, secondo me. A Bruxelles, perché è l’Unione Europea che dovrebbe portarla avanti come parte del contratto. Bisogna vedere come il governo italiano si rapporta a questo. Potrebbe spingere l’Unione Europea, che tra l’altro potrebbe anche aprire una causa legale a nome dei suoi Stati membri”, ha continuato Dragone.

La scorsa settimana il primo ministro italiano Giuseppe Conte ha annunciato che avrebbe fatto ogni sforzo per costringere i produttori di vaccini contro il coronavirus Pfizer e AstraZeneca a rispettare i loro obblighi contrattuali.

Pfizer ha annunciato un taglio delle forniture all’UE a causa della riorganizzazione della produzione, che è necessaria per aumentare la capacità. Conte ha detto che anche AstraZeneca si stava preparando a ridurre le importazioni anche se il suo vaccino era in fase di approvazione in UE.

Parlando al Forum Economico Mondiale di Davos martedì, il presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha anche detto che i produttori di vaccini “devono fornire i vaccini pattuiti” e devono “onorare i loro obblighi”.

“Pfizer ha dichiarato che per migliorare produzione dei vaccini sarebbe costretta a rallentare la fornitura tra fine gennaio-inizio febbraio. Al termine di questo periodo vi sarà, secondo quanto dichiarato, un aumento significativo delle dosi disponibili per i pazienti alla fine di febbraio-marzo. A mio parere, quanto dichiarato non giustificherebbe il rallentamento della fornitura. Non vedo la logica nel rallentare la produzione per aumentarla, non mi è chiaro quale sia il collegamento causale fra questi aspetti. Questo è un elemento che immagino possa essere sfruttato in una possibile disputa legale”, ha detto l’avvocato.

L’Italia ha visto le consegne di vaccini Pfizer diminuire di quasi il 30% la scorsa settimana e deve aspettarsi un ulteriore taglio del 20% questa settimana, essendo così costretta ad iniziare a razionare le dosi dopo settimane di vaccinazione rapida.

“Poi c’è la questione della forza maggiore”, ha continuato Dragone.

L’Avv. Dragone ha aggiunto che Pfizer può invocare la clausola di forza maggiore solo in presenza di specifiche circostanze – in particolare, riferendosi ad eventi non previsti dalle parti che hanno cambiato l’equilibrio del contratto in modo tale da determinare un onere eccessivo in capo alla parte che la invoca.

“La cosa fondamentale è che questa situazione di forza maggiore deve verificarsi dopo la firma del contratto e deve essere indipendente dalla volontà della parte contraente (Pfizer). Resta da vedere se al momento della firma del contratto la causa per cui la Pfizer ritiene ora di ridimensionare la produzione fosse prevedibile o meno. L’onere della prova spetta alla Pfizer, che dovrebbe spiegare perché la produzione è calata. Chiaramente Pfizer dovrebbe dimostrare l’intervento di una causa di forza maggiore al di fuori del suo controllo e imprevedibilità al momento della firma del contratto”, ha detto Dragone.

L’avvocato ha constatato che tali azioni civili di solito durano per un lungo periodo di tempo, e poiché le dosi devono essere rese disponibili immediatamente, il vero obiettivo della causa potrebbe essere quello di esercitare una maggiore pressione su Pfizer, così come ottenere una compensazione attraverso un accordo transattivo.

“Le azioni civili molto spesso hanno come obiettivo raggiungere una conciliazione. Questo perché un provvedimento cautelare, cioè un ordine del giudice di rendere disponibile una certa quantità di dosi, potrebbe risultare irrealizzabile se le dosi non ci sono. La vedo molto difficile. Avverto grandi difficoltà con riferimento alla tempistica di una tale azione, che può comunque servire ad esercitare una certa pressione commerciale” ha detto Dragone.

Alla domanda su quale potrebbe essere la fine di una possibile causa, ha detto “una compensazione pecuniaria, di sicuro”.

“Sarebbe un risarcimento importante, essendo in gioco la vita di molte persone, è chiaramente un risarcimento legato anche a questo aspetto. Se infatti alla fine viene a mancare la seconda dose o la campagna di vaccinazione a livello italiano o addirittura livello europeo rallenta, chiaramente si discute sulla sorte di molte vite umane, poiché più passa il tempo, più il problema aumenta”, ha dichiarato Dragone.

* Articolo pubblicato sulla sezione abbonati della rivista online https://sputniknews.com/ da Anastasia Levchenko

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