Giustizia è fatta

Alcuni tra i casi più importanti seguiti dal nostro Studio in quest’ultimo periodo:

  • Azione in materia ambientale. Lo Studio assiste una nota organizzazione internazionale ambientalista, per conto della quale, dopo aver presentato una richiesta di accesso agli atti volta a conoscere il reale volume di emissioni di inquinanti nell’ambiente generate da un autoveicolo diesel prodotto da una nota casa automobilistica, ha proposto ricorso al T.A.R Roma-Lazio, nei confronti del Ministero dei Trasporti  lamentando la violazione della normativa europea e nazionale in materia di tutela del diritto all’informazione ambientale e al diritto alla salute. Nel ricorso, che verrà deciso nell’arco di un paio di mesi, gli avvocati dello Studio hanno sottolineato la necessità di fare chiarezza nella vicenda, considerato che, tra l’altro, l’Italia è lo Stato membro dell’Unione Europea con il maggior numero di decessi prematuri legati all’esposizione ad inquinanti da traffico stradale, con oltre 14.600 morti all’anno. Attendiamo fiduciosi la decisione del Giudice Amministrativo.
  • Parere legale in materia di aria pulita in Italia e limiti direttiva U.E. A conclusione di un accurato approfondimento giuridico della normativa europea e italiana, lo Studio Legale ha redatto un articolato parere legale in lingua inglese, in cui è stata valutata la configurabilità nel nostro ordinamento del diritto fondamentale a respirare aria sana e pulita e la possibilità di ottenere un risarcimento dei danni patiti in caso di lesione di tale diritto. I risultati della ricerca, presentati ad una nota organizzazione internazionale, individuano i principi costituzionali ed europei nonché le norme civilistiche per proporre un’azione civile di fronte alle autorità giudiziarie nazionali a tutela del diritto dei cittadini ad un’aria pulita e al rispetto dei limiti posti dalla normativa europea ratificata in Italia.  
  • Ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo: violazione del diritto al giusto processo nel rapporto di lavoro. La normativa italiana prescrive che le cause di lavoro debbano svolgersi con particolare speditezza. Lo Studio Legale ha presentato ricorso alla CEDU, a tutela di un medico, vittima della violazione dell’art. 6 della Convenzione da parte dell’Italia per l’irragionevole durata di una causa di lavoro che si è conclusa con una sentenza che, pur accogliendo le sue ragioni, è stata pronunciata dopo 7 anni, quando era ormai scaduto il termine per lo svolgimento dell’attività dirigenziale prevista nel contratto.  Pertanto, come sottolineato nel ricorso, la tutela giudiziaria è stata priva di effettività, perché il medico, benché vittorioso nel giudizio civile, non ha potuto svolgere l’attività professionale a tempo determinato per la quale era stato regolarmente nominato.
  • Giudizio arbitrale. È stata definita in tempi rapidissimi una complessa controversia in materia societaria, grazie anche all’attività conciliativa svolta in sede di arbitrato dall’Avv. Massimo Dragone, nominato arbitro unico. Si è così concluso, in meno di sei mesi, il contenzioso tra l’ex amministratore e la società, con vantaggio economico e commerciale per entrambe le parti.
  • Danni conseguenti a malpractice medica: errori dell’ortopedico, del dentista e dell’ospedale. Avviata una causa civile per i danni subiti dal paziente a causa di un errato intervento alla mano da parte dell’ortopedico, sulla base della perizia svolta davanti al Tribunale. In altra vicenda, dopo la perizia svolta davanti al giudice, la giovane paziente, assistita dagli avvocati dello Studio Legale, ha ottenuto il risarcimento dei danni, anche morali, subiti a causa di errori del medico odontoiatra. Nel frattempo è stata altresì promossa altra causa civile per il danno patrimoniale, morale ed esistenziale subito dai familiari di una signora deceduta in Ospedale a causa di un errato trattamento anticoagulante orale, come accertato dai Consulenti Tecnici nominati dagli avvocati dello Studio Legale.  
  • Danno da vaccinazione. Poco prima di Capodanno 2020 è giunta la liquidazione delle somme previste dalla Legge 229/2005, in accoglimento delle istanze presentate dallo Studio Legale nell’interesse di due clienti, gravemente danneggiati rispettivamente dal vaccino antipolio e da quello antinfluenzale. Queste somme si aggiungono all’indennizzo vitalizio che era stato precedentemente riconosciuto a loro favore all’esito della causa civile patrocinata dagli avvocati dello Studio Legale.

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