Spetta il diritto al risarcimento del danno per la perdita dell’animale da affezione

In considerazione del sempre maggior numero di persone che scelgono di accogliere nella propria vita un animale di affezione (soprattutto cani o gatti) e della cresciuta sensibilità generale verso gli animali segnaliamo l’interessante sentenza del Tribunale di Brescia n. 2841/2019 (allegata) con la quale è stato riconosciuto il risarcimento del danno  derivante dalla perdita dell’animale da compagnia. 

Nel caso di specie un uomo lamentava di aver affidato il proprio cane ad un allevamento ai fini dell’accoppiamento e di essere stato informato dopo qualche giorno che l’animale era stato smarrito. L’animale, nonostante le intense ricerche, non veniva più ritrovato e pertanto l’uomo citava in giudizio la proprietaria dell’allevamento chiedendo il risarcimento dei danni patiti, sia patrimoniali per il valore economico del cane e le spese sostenute per le ricerche, sia non patrimoniali per le sofferenze patite per la perdita.

Il Giudice, all’esito del giudizio, in parziale accoglimento delle richieste dell’attore, riconosceva il suo diritto al risarcimento dei danni in particolare condannando l’allevatrice, oltre al ristoro dei costi delle ricerche, a corrispondere euro 5.000,00 a titolo di danno non patrimoniale per la perdita dell’animale di affezione.

Nella sentenza viene sottolineato come il rapporto che insorge tra padrone e animale d’affezione sia indubbiamente una relazione tra essere viventi, che rientra tra le “attività realizzatrici della persona” previste e protette dall’art. 2 della Costituzione e, in caso di lesione, dia quindi diritto al risarcimento del danno.

Il Giudice osserva infatti come la perdita del proprio animale e del rapporto con lui instaurato non sia assolutamente qualificabile come “futile” e pertanto, posto che “il rapporto tra padrone e animale d’affezione può essere considerato espressione di una relazione che costituisce occasione di completamento e sviluppo della personalità individuale e quindi come vero e proprio bene della persona“, quando il legame affettivo è particolarmente intenso così da far ritenere che la perdita vada a ledere la sfera emotivo-interiore del padroni, il danno merita di essere risarcito.