CASO DIAMANTI – TERMINE PER LA DOMANDA DI RESTITUZIONE AL FALLIMENTO IDB

Secondo quanto riportato dai giornali, più di 8.000 sarebbero i risparmiatori truffati.

Tanti sarebbero i risparmiatori convinti a sottoscrivere contratti di acquisto di diamanti, persuasi di avere messo il proprio denaro al riparo da ogni tipo di rovescio finanziario.

La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano ha aperto un’inchiesta sul caso.

Secondo l’accusa, il meccanismo di venditasarebbe stato il seguente: le società Intermarket Diamond Business (IDB) e la Diamond Private Investment (DPI), avrebbero fatto comprare i preziosi a istituti di credito e risparmiatori “gonfiandone” il valore, anche attraverso false quotazioni sui giornali.

Oltre ai responsabili delle due società IDB e DPI, nell’indagine risultano indagate anche cinque banche: Banco Bpm, Unicredit, Intesa Sanpaolo, Mps e Banca Aletti. Fra le ipotesi di reato contestate vi sarebbero quella di truffa aggravata, autoriciclaggio e corruzione.

I risparmiatori che hanno acquistato i cosiddetti “diamanti da investimento” dalla società IDB e li hanno lasciati affidati in deposito a quest’ultima devono affrettarsi a chiederne la restituzione.

Il Tribunale di Milano, infatti, con la sentenza n. 43 del 15 gennaio scorso, ha dichiarato il fallimento della IDB. Con la pendenza di fallimento, i risparmiatori che hanno lasciato i diamanti in deposito presso la società, dovranno presentare istanza di restituzione alla curatela fallimentare, per rientrare in possesso dei diamanti.

Il termine ultimo per presentare la domanda è il prossimo 8 marzo.