Relazione dell’incontro del 20 gennaio 2016

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Il 20 gennaio 2016, presso la sala conferenze dell’Hotel Quid di Mestre, si è tenuto l’incontro organizzato dallo Studio Legale Dragone & Associati Loffredo e Cestaro, avente come tema l’interruzione del pagamento degli indennizzi – il cui ultimo versamento risale a giugno 2015 – per i danneggiati da trasfusione da sangue infetto.

L’incontro, che ha visto come relatori gli Avv.ti Massimo Dragone, Roberto Loffredo e Barbara Cestaro, ha avuto un grande riscontro di partecipazione: circa 250 persone hanno riempito la sala occupando in breve tutti i posti disponibili, e molti si sono dovuti accontentare dei posti in piedi.

L’incontro ha avuto una forte componente emozionale, dato il diffuso sentimento di frustrazione che permeava la platea per la situazione di stallo venutasi a creare a seguito del continuo rimpallo di competenze tra Regione e Ministero che ancora non si è risolta.

Durante l’incontro gli Avvocati hanno riepilogato i fatti che hanno portato alla decisione proclamata il 16 gennaio dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, che ha condannato l’Italia per la  violazione dell’articolo 2 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo per la lunghezza delle procedure giudiziarie e transattive per ottenere il risarcimento dei danni da trasfusione. Tra gli 800 ricorrenti italiani vi erano anche 79 Veneti, molti dei quali residenti nella provincia Venezia, tutti rappresentati dall’Avvocato Massimo Dragone. La Corte ha liquidato il risarcimento di un danno morale ricompreso tra i 20.000 e i 30.000 euro a ciascuno a titolo di equa soddisfazione.

L’incontro è stato inoltre occasione di presentare una nuova azione legale finalizzata a sbloccare il pagamento degli indennizzi. L’iniziativa, che partirà a breve, ha riscosso l’adesione di molti partecipanti.

Nel corso dell’incontro gli Avvocati hanno ricordato la funzione di indennizzo svolta dalla legge 210/1992 che per molti danneggiati da trasfusione è una fonte di sostentamento indispensabile. Lo Studio si unisce ai partecipanti nell’auspicare il più celere ripristino degli indennizzi, la cui sospensione configura un grave atto di negligenza dell’amministrazione pubblica nei confronti dei propri cittadini che più hanno bisogno di cura e sostegno.

Dopo l’incontro molti nostri assistiti ci hanno comunicato di aver ricevuto un importo corrispondente ad un bimestre.

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