{"id":8155,"date":"2019-07-10T22:59:16","date_gmt":"2019-07-10T22:59:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.dragoneassociati.it\/last\/?p=8155"},"modified":"2019-07-10T22:59:16","modified_gmt":"2019-07-10T22:59:16","slug":"riforma-della-responsabilita-medica-cosa-cambia-veramente-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.dragoneassociati.it\/?p=8155&lang=en","title":{"rendered":"Riforma della responsabilit\u00e0 medica: cosa cambia veramente?"},"content":{"rendered":"<p><!--:it--><a href=\"https:\/\/www.dragoneassociati.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/image001.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-569 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.dragoneassociati.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/image001-300x153.jpg\" alt=\"image001\" width=\"300\" height=\"153\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di fronte a un auditorio altamente qualificato, composto da avvocati, medici legali e operatori del diritto, si sono confrontati 7 relatori, esperti del settore della responsabilit\u00e0 medica (Dott. Giovanni Polato &#8211; Presidente ANEIS, Avv. Nicola Todeschini di Treviso, Avv. Andrea Dond\u00e8 di Milano, Prof. Bellocco medico-legale dell\u2019Universit\u00e0 Sacro Cuore del Policlinico Gemelli di Roma, On. Avv. Andrea Colletti di Pescara, Avv. Stefano Rossi di Bergamo e l\u2019Avv. Massimo Dragone di Venezia) i quali hanno illustrato le principali novit\u00e0, e soprattutto criticit\u00e0, della recente legge n. 24\/2017, Gelli-Bianco, entrata in vigore il 1 aprile 2017.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ne \u00e8 emerso un quadro tutt&#8217;altro che rassicurante, ben diverso da quello, quantomai edulcorato, che \u00e8 stato a pi\u00f9 riprese fornito da molti mass-media, in forza di una lettura un po&#8217; affrettata e forse compiacente alle compagnie di assicurazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Importanti dubbi suscitano in particolare i seguenti aspetti della normativa:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li><strong>La responsabilit\u00e0 penale del medico: \u00e8 vera emergenza?<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019esigenza di riformare il regime di responsabilit\u00e0 penale dell\u2019esercente di una professione sanitaria \u00e8 stata indotta da una paventata emergenza del contenzioso penale nei confronti dei medici. Tuttavia, tale \u201cansia da riforma\u201d non trova riscontri statistici, in quanto il numero di condanne penali a carico dei medici per responsabilit\u00e0 professionale \u00e8 bassissimo. D\u2019altra parte, se il vero obiettivo fosse quello di evitare l\u2019avvio di indagini e procedimenti penali nei confronti dei medici, si dovrebbe ammettere che nessuna riforma legislativa potr\u00e0 mai metter a tacere un paziente insoddisfatto, che voglia provocare la reazione dello Stato sporgendo una denuncia penale. L\u2019unica via praticabile sarebbe quella di depenalizzare le condotte di reato commesse colpevolmente nell\u2019esercizio della professione sanitaria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tuttavia, la riforma Gelli-Bianco sembra andare in senso inverso, essendosi ampliate le ipotesi di responsabilit\u00e0 dei sanitari, i quali si trovano ora a rispondere a prescindere dalla gradazione della colpa (sparisce infatti ogni riferimento ai concetti di colpa live o grave), con l\u2019unica scusante dell\u2019imperizia, sempre nel caso in cui essi abbiano seguite le linee guida ritenute idonee al caso. Sul punto si \u00e8 recentemente espressa la Cassazione Penale che con decisione n. 3\/2017, ha stabilito che il nuovo art. 590-sexies \u201c<em>trova applicazione solo ai fatti commessi successivamente all\u2019entrata in vigore della novella\u201d, <\/em>proprio in ragione del fatto che essa determina un regime di responsabilit\u00e0 pi\u00f9 sfavorevole al reo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li><strong>La responsabilit\u00e0 civile: davvero la libert\u00e0 del medico finisce dove inizia il contatto sociale?<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una delle tanto declamate conquiste della riforma verterebbe nell\u2019introduzione del cosiddetto \u201cdoppio binario\u201c di responsabilit\u00e0 civile: contrattuale per le strutture sanitarie ed extracontrattuale per i medici. Come noto, la responsabilit\u00e0 extracontrattuale presenta delle caratteristiche pi\u00f9 favorevoli al professionista cui sia contestata la condotta in sede civile, tra cui un termine di prescrizione pi\u00f9 breve (di 5 anni invece di 10) e l\u2019onere della prova a carico dell\u2019attore. Tuttavia, l\u2019articolo 7 della riforma non traccia una divisione cos\u00ec netta: la responsabilit\u00e0 contrattuale del medico persiste ove egli \u201cabbia agito nell\u2019adempimento di obbligazione contrattuale assunta con il paziente\u201d.\u00a0 Per non svuotare la novella di significato, ci\u00a0 si vedrebbe costretti ad abbandonare la teoria del contatto sociale, in base alla quale il contatto tra paziente e medico fa sorgere un rapporto di fatto di per s\u00e8 meritevole di tutela in quanto la parte pi\u00f9 debole (il paziente) si affida alla controparte (il medico), che assume cos\u00ec l\u2019obbligazione di proteggerla.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Orbene, il voler negare che tra i professionisti sanitari (della cui opera si avvalgono strutture e aziende sanitarie) e i pazienti di tali strutture possa sorgere tale tipo di obbligazione, costituirebbe un chiaro attacco alla loro autonomia. Una volta tolta al medico la titolarit\u00e0 di quella fase preliminare della prestazione sanitaria, basata sull\u2019incontro e lo scambio di informazioni con il paziente, tramite il quale quest\u2019ultimo matura la fiducia nei confronti del professionista, il ruolo del sanitario viene relegato alla mera esecuzione della prestazione sanitaria, al pari di un operaio in catena di montaggio, che si occupi solamente di mettere in pratica direttive provenienti dall\u2019alto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In realt\u00e0, inquadrando la norma all\u2019interno del consolidato orientamento giurisprudenziale su cui si sono formate le teorie del contatto o, pi\u00f9 correttamente, contratto sociale, non pu\u00f2 seriamente mettersi in discussione il valore giuridico che sorge dalla relazione, talvolta breve ma sempre e comunque intensa e fondamentale che intercorre tra medico e paziente, caratterizzata dall\u2019imprescindibile rapporto di fiducia e dal consenso informato su cui verte qualsiasi trattamento sanitario (art. 32 c.2 Cost).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li><strong>Linee guida: ma chi c\u2019\u00e8 al volante?<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le summenzionate \u201cdirettive dall\u2019alto\u201d non sarebbero poi altro che le tanto acclamate \u201clinee guida\u201d, ossia raccomandazioni sulle prassi terapeutiche da seguire, formulate da enti che abbiano superato il vaglio del Ministero della Salute (art. 5 della legge). Lo Stato Italiano, in assenza di un ente indipendente che vigili sulla codificazione delle linee guida, assume quindi un ruolo preponderante nella definizione delle strategie medico-sanitarie. Le \u201c<em>best practices<\/em>\u201d che fungono da faro per l\u2019attivit\u00e0 dei medici, dovrebbero essere idealmente ricavate dalla lettura medico-scientifica e dai risultati della scienza empirica di pi\u00f9 alto livello nel panorama internazionale. Il rischio \u00e8 che questa riforma invece di codificare la scienza al servizio del paziente, abbia in realt\u00e0 l\u2019obiettivo di elaborare una sorta di \u201cmedicina di Stato\u201d, che presumibilmente sar\u00e0 pi\u00f9 sensibile a ragioni di opportunit\u00e0 politico-economica, che agli ultimi sviluppi scientifici in materia di tutela della salute. Insomma, rimanendo nella metafora, le linee guida scelte dalla riforma sanitaria sembrano dirigere la vettura del Sistema Sanitario verso mete finanziarie piuttosto che verso la miglior cura del paziente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se poi ci chiedessimo chi siede al volante della macchina statale troveremmo la risposta nell\u2019 art. 10 della novella che, a fronte della summenzionata esautorazione del singolo professionista, consegna la custodia della salute del paziente interamente nelle mani delle compagnie di assicurazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li><strong>La crisi del legislatore: \u201ctanto poi ci pensa la giurisprudenza\u201d<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 sufficiente leggere l\u2019art. 8, che dovrebbe dettare le \u201cnuove\u201d regole processuali, per capire che qualcosa non torna. L\u2019unico punto apparentemente chiaro della norma, che prevede l\u2019esperimento obbligatorio di un procedimento di accertamento tecnico preventivo, viene subito intorbidito con l\u2019introduzione al c.2\u00a0 di una possibile alternativa, costituita dal procedimento di mediazione. Tuttavia, tale concessione viene poi completamente taciuta nei commi successivi, lasciando pi\u00f9 di una perplessit\u00e0 quanto alle modalit\u00e0 di prosecuzione della fase di merito nel caso il procedimento sia iniziato con una mediazione (con esito negativo, come avviene nella quasi totalit\u00e0 dei casi).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La previsione di termini decadenziali tanto ristretti quanto incompatibili con la specifica materia lasciano chiaramente intendere che il redattore della norma sia un apprendista \u201callo sbaraglio\u201d: quale operatore del diritto, avvezzo ai procedimenti civili di responsabilit\u00e0 medica, potrebbe realisticamente aspettarsi che un procedimento di ATP si concluda in 6 mesi, o che le trattative a seguito del deposito della consulenza portino ad un risultato entro 90 giorni dal deposito della stessa? Ritenendo sicuramente lodevole la volont\u00e0 di ridurre i tempi del procedimento, non si pu\u00f2 che osservare che la previsione di termini cos\u00ec ingenuamente brevi, accompagnate da una terminologia giuridica vaga (per citare un esempio, non \u00e8 chiaro cosa significhi che gli effetti della domanda -quale domanda?- sono salvi, al c.3) porter\u00e0 diversi problemi operativi e questioni interpretative. Si evidenzia peraltro che la necessit\u00e0 di instaurare un procedimento sommario entro 90 giorni dal deposito della consulenza, porter\u00e0 necessariamente all\u2019avvio di tali procedimenti anche in casi in cui le trattative con la controparte siano in corso e potrebbero portare ad una soluzione transattiva della vicenda.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questi e altri aspetti problematici del dettato normativo sono il sintomo di una malattia del nostro tempo, in cui un legislatore poco preparato e accorto si toglie da ogni impiccio delegando di fatto la propria funzione alla magistratura. Magistratura che per decidere guarder\u00e0 sempre meno alle leggi, per tornare ai principi fondanti dell\u2019ordinamento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">In chiusura dell&#8217;interessantissimo incontro di studio, l&#8217;Avvocato Massimo Dragone ha trattato i rapporti tra il diritto interno e quello sovranazionale nello specifico tema della responsabilit\u00e0 medica, illustrando alcuni tra i pi\u00f9 recenti ed importanti casi trattati dalla Corte Europea dei Diritti dell&#8217;Uomo riguardanti le vittime di malpractice medica nell&#8217;ambito dei 47 Stati facenti parte del Consiglio d&#8217;Europa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La maggior parte delle condanne degli Stati attengono alla violazione del diritto alla vita (articolo 2 CEDU), nel cui ambito viene fatto rientrare anche il diritto alla salute, secondo l\u2019accezione ampia e sostanzialistica della Corte EDU. Si tratta, per lo pi\u00f9, della violazione di obblighi positivi da parte degli Stati cui viene addebitato dalla Corte l\u2019inefficienza dell\u2019ordinamento giuridico ed amministrativo interno.\u00a0 Molto spesso gli apparati statali si sono rivelati incapaci di affrontare in modo efficiente e tempestivo gli errori o le carenze del sistema sanitario, vuoi per deficit di natura organizzativa o per difetto di comunicazione\/informazione al paziente. In sostanza uno Stato passivo o peggio, latitante, di fronte alla morte o alla lesione della salute di un proprio cittadino (o di una persona comunque sottoposta alla sua giurisdizione) a causa di negligenza medica pu\u00f2 venire condannato dalla Corte di Strasburgo per la violazione degli obblighi positivi sullo stesso gravanti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche l\u2019inefficienza, o secondo la terminologia della Corte EDU, la mancanza di effettivit\u00e0 del sistema giudiziario, cos\u00ec come l&#8217;eccessiva durata dei processi interni, pu\u00f2 comportare la violazione dell&#8217;obbligo positivo degli Stati sotto il profilo procedurale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In varie occasioni anche l&#8217;Italia \u00e8 stata condannata (<em>ex multis<\/em>: G.N. e altri contro Italia, sentenza del 1 dicembre 2009, D.A. e altri c. Italia, sentenza del 14 gennaio 2016), salvandosi talvolta <em>in extremis<\/em> con un risarcimento offerto in via transattiva ai genitori della vittima (Calvelli e Ciglio c. Italia, sentenza del 17 gennaio 2002).<\/p>\n<p>Si tratta di un tema di assoluta attualit\u00e0 e interesse.<\/p>\n<p>In chiusura ci si \u00e8 dati appuntamento ad un prossimo incontro, per affrontare nuovamente i temi della responsabilit\u00e0 medica a distanza di almeno un anno dalla entrata in vigore della riforma, per valutare e commentare quelli che saranno gli sviluppi pratici e applicativi della nuova normativa.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\u00a0 Avv. Massimo Dragone \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 Dott.ssa Stefania Carrer<\/p>\n<p><!--:--><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di fronte a un auditorio altamente qualificato, composto da avvocati, medici legali e operatori del diritto, si sono confrontati 7 relatori, esperti del settore della responsabilit\u00e0 medica (Dott. Giovanni Polato &#8211; Presidente ANEIS, Avv. Nicola Todeschini di Treviso, Avv. Andrea Dond\u00e8 di Milano, Prof. Bellocco medico-legale dell\u2019Universit\u00e0 Sacro Cuore del Policlinico Gemelli di Roma, On. 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