{"id":553,"date":"2017-03-10T18:34:33","date_gmt":"2017-03-10T17:34:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.dragoneassociati.it\/?p=553"},"modified":"2020-02-19T16:04:19","modified_gmt":"2020-02-19T16:04:19","slug":"ni-una-mas-no-al-femminicidio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.dragoneassociati.it\/?p=553&lang=it","title":{"rendered":"\u00a1Ni Una M\u00e0s! No al femminicidio"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-9376 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.dragoneassociati.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/ob_438a45_a46153dffbe14174fd0857f289c1-300x195.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"195\" srcset=\"https:\/\/www.dragoneassociati.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/ob_438a45_a46153dffbe14174fd0857f289c1-300x195.jpg 300w, https:\/\/www.dragoneassociati.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/ob_438a45_a46153dffbe14174fd0857f289c1.jpg 474w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ciudad Juarez, Messico<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">22 settembre 2011<br \/>\nLaura Berenice Ramos Mon\u00e1rez, anni 17, telefon\u00f2 ad una amica e si avvi\u00f2 verso casa. Non ci arriver\u00e0 mai.<br \/>\n10 ottobre 2001<br \/>\nClaudia Ivette Gonz\u00e1lez, anni 20, arriv\u00f2 al lavoro nella maquiladora con due minuti di ritardo e, per questo motivo, non venne fatta entrare. Da allora nessuno la vide pi\u00f9.<br \/>\n29 ottobre 2001<br \/>\nEsmeralda Herrera Monreal, anni 15, usc\u00ec dal lavoro per rientrare a casa e spar\u00ec nel nulla.<br \/>\nLe famiglie denunciarono la scomparsa delle giovani, ma le denunce furono praticamente ignorate e la polizia non avvi\u00f2 mai delle serie indagini per ritrovare le ragazze.<br \/>\nI loro corpi, insieme a quelli di altri 5 giovani donne (mai identificate), furono ritrovati martoriati in un campo di cotone poco fuori dalla citt\u00e0 tra il 6 e il 7 novembre 2001. Le giovani donne erano state torturate, stuprate e infine uccise.<br \/>\nIl caso venne aperto e chiuso in pochi giorni.<br \/>\nQuesto non \u00e8 che uno dei moltissimi casi analoghi avvenuti negli ultimi 20 anni a Ciudad Juarez, che, non a caso, \u00e8 stata soprannominata \u201cla citt\u00e0 che uccide le donne\u201d.<br \/>\nCiudad Juarez \u00e8 una citt\u00e0 nello Stato messicano del Chihuahua posta al confine con gli Stati Uniti d\u2019America, di fronte a El Paso.<br \/>\nE\u2019\u00a0 una delle citt\u00e0 pi\u00f9 pericolose al mondo: per tre anni consecutivi, dal 2008 al 2010, ha \u201cvantato\u201d il poco glorioso titolo di metropoli pi\u00f9 violenta al mondo.<br \/>\nMa la violenza ha colpito in particolare le donne.<br \/>\nA partire dagli anni \u201990 sono migliaia le donne che sono state uccise o sono sparite senza lasciar traccia nella zona.<br \/>\nUna stima parla di 3 donne che scompaiono ogni due giorni.<br \/>\nOgni tanto il deserto restituisce il corpo martoriato di una giovane donna.<br \/>\nQuello che lascia attoniti \u00e8 che nel 97% dei casi i colpevoli rimangono impuniti.<br \/>\nLe vittime sono per lo pi\u00f9 giovani donne, tra i 15 e i 25 anni, di bassa estrazione sociale, di fisico minuto, con capelli lunghi e neri, che, in cerca di una emancipazione economica e sociale, oppure per aiutare o mantenere la propria famiglia, vanno a lavorare nelle maquiladoras (le fabbriche di montaggio delle multinazionali, soprattutto americane, ubicate lungo la frontiera).<br \/>\nQueste imprese preferiscono assumere giovani donne, anche minorenni, perch\u00e9 considerate, da un lato, pi\u00f9 docili e meno consapevoli dei propri diritti e quindi pi\u00f9 facilmente sfruttabili e pronte ad accettare condizioni di lavoro molto dure e salari bassissimi, dall\u2019altro, pi\u00f9 adatte al lavoro minuzioso e ripetitivo come quello richiesto in queste fabbriche.<br \/>\nLe modalit\u00e0 degli omicidi sono molto simili tra loro: sequestro, stupro, tortura e infine omicidio.<br \/>\nSi \u00e8 parlato di serial killer, di riti satanici, di smuff movies ((film in cui la vittima viene violentata, torturata e uccisa di fronte alla macchina da presa), di delitti collegati al narcotraffico, molto attivo in quella zona. Probabilmente si tratta di questo ed altro ed infatti il clima di impunit\u00e0 che si \u00e8 venuto a creare in quella zona unito ad una cultura \u201cmachista\u201d, ancora predominante in Messico, potrebbe aver favorito una sorta di emulazione perversa, favorendo il proliferare di delitti contro le donne.<br \/>\nQuel che \u00e8 sicuro \u00e8 che si tratti di delitti accumunati da una visione della donna che viene considerata come un oggetto \u201cusa e getta\u201d che si pu\u00f2 violare ed eliminare.<br \/>\nQuello che lascia attoniti, come detto, \u00e8 che si tratta di delitti del tutto impuniti, solo in pochissimi casi si \u00e8 giunti alla condanna di un colpevole, nella maggioranza dei casi le indagini non vengono nemmeno concretamente svolte.<br \/>\nLe autorit\u00e0 locali solitamente minimizzano, giungendo anche a parlare delle vittime come di prostitute o di persone legate al narcotraffico. Se qualcuno protesta e chiede giustizia, viene fatto passare come una persona che vuole soltanto infangare l\u2019immagine della citt\u00e0 e del proprio paese, e spesso viene addirittura minacciato.<br \/>\nTale situazione \u00e8 dovuta sicuramente al potere esercitato sulla zona dal Cartello della droga di Juarez, che verosimilmente ha forti legami con le istituzioni locali.<br \/>\nSicuramente influisce il fatto che le vittime siano donne povere, in una zona come quella, dove il valore della vita \u00e8 gi\u00e0 di per s\u00e9 basso, il valore della vita di una giovane donna per di pi\u00f9 povera non deve valere nulla \u2026<br \/>\nE sicuramente il clima di impunit\u00e0 \u00e8 dovuto all\u2019atteggiamento lassista nei confronti dei crimini contro le donne (fino a qualche anno fa un uomo accusato di stupro poteva facilmente godere di generose attenuanti se la vittima portava i jeans o se camminava da sola per la strada con atteggiamento equivoco o in minigonna \u2026).<br \/>\nMa qualcosa si \u00e8 mosso per contrastare tale situazione.<br \/>\nCi sono state campagne internazionali promosse da organizzazioni non governative quali Amnesty International e soprattutto si \u00e8 riusciti a portare un caso avanti alla Corte Interamericana dei Diritti dell\u2019Uomo.<br \/>\nSi tratta proprio del caso di Claudia Ivette Gonz\u00e1lez, Esmeralda Herrera Monreal e Laura Berenice Ramos Mon\u00e1rrez, caso che venne chiamato \u201cCampo Algodonero\u201d, campo di cotone in spagnolo, per ricordare il luogo dove sono stati ritrovati i corpi.<br \/>\nInfatti le madri delle tre ragazze non si sono date per vinte e hanno presentato delle petizioni individuali contro il Messico presso la Commissione Interamericana dei Diritti dell\u2019Uomo (CIDH).<br \/>\nLe petizioni vennero giudicate ammissibili e il caso venne trasferito alla Corte Interamericana dei Diritti dell\u2019Uomo\u00b9.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 10 dicembre 2009, lo stesso giorno in cui si commemora la firma della Dichiarazione universale sui diritti umani, venne emessa la sentenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 una sentenza storica perch\u00e9 per la prima volta a livello mondiale uno Stato viene dichiarato responsabile per i femminicidi avvenuti sul suo territorio e per la prima volta viene riconosciuta una identit\u00e0 giuridica propria al concetto di femminicidio quale omicidio di una donna per motivi di genere\u00b2.<br \/>\nLa sentenza ha ritenuto responsabile lo Stato messicano responsabile per non aver adeguatamente prevenuto la morte delle tre giovani donne.<br \/>\nLa Corte altres\u00ec ha ritenuto che i casi individuali delle tre ragazze fossero rappresentativi di una situazione strutturale di violazioni sistematiche dei diritti fondamentali delle donne sulla base del genere di appartenenza. Infatti, nella sentenza si riconosce che la violenza subita dalle donne di Ciudad Juarez fin dal 1993 costituisce una violazione strutturale dei loro diritti umani della quale \u00e8 responsabile lo Stato messicano.<br \/>\nLo Stato messicano \u00e8 stato condannato per aver violato il diritto alla vita, all\u2019integrit\u00e0 psicofisica ed alla libert\u00e0 delle tre vittime, per aver condotto indagini inadeguate, e dunque per aver violato il diritto alla tutela giurisdizionale anche nei confronti delle loro famiglie, per aver violato il diritto delle minori ad avere protezione da parte dello stato, per aver violato il diritto all\u2019integrit\u00e0 psicofisica dei famigliari delle vittime per le sofferenze loro causate e per le pressioni avanzate nei loro confronti. Inoltre, \u00e8 stato condannato per averle discriminate in quanto donne, nel venir meno al rispetto dell\u2019obbligazione dello Stato di garantire il pieno e libero esercizio dei diritti e delle libert\u00e0 riconosciuti, che in questo caso sono stati ritenuti violati.<br \/>\nPer tale motivo, lo Stato messicano \u00e8 stato condannato, al fine di riparare al danno arrecato mediante la violazione dei diritti delle tre giovani e delle loro famiglie, non solo alle vittime ma alle donne messicane tutte, ad adempiere ad una serie di sanzioni imposte dalla Corte.<br \/>\nTra le sanzioni inflitte vi era la pubblicazione della sentenza, la creazione di un database digitale con i nomi di tutte le donne scomparse nella regione del Chihuahua a partire dal 1993, la definizione di un protocollo per i casi di violenza contro le donne e la creazione di un programma di educazione per la popolazione, per i dirigenti e per i reparti di polizia al fine di superare la dimensione sistematica della discriminazione e la violenza di genere.<br \/>\nA quanto risulta, le misure richiesta dalla Corte, non sono mai state attuate dal Messico, con l\u2019eccezione della pubblicazione della sentenza.<br \/>\nLa situazione del Messico \u00e8 grave e in altre zone del mondo la condizione della donna \u00e8 anche peggiore. In Italia sono stati fatti molti passi avanti, ma la strada verso una completa emancipazione della donna \u00e8 ancora da percorrere. Infatti una recente sentenza della Corte Europea dei Diritti dell&#8217;Uomo (Talpis contro Italia, <a href=\"https:\/\/www.dragoneassociati.it\/quello-che-le-mimose-non-dicono-italia-bocciata-sulla-lotta-alla-violenza-contro-le-donne\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">qui<\/a> trovate un articolo a riguardo) ha infatti condannato lo Stato italiano per l&#8217;inerzia delle autorit\u00e0 nella protezione della ricorrente vittima di violenze domestiche (che hanno portato poi all&#8217;uccisione del figlio), inerzia che viene dalla Corte collegata ad un atteggiamento di inaccettabile tolleranza verso le violenze contro le donne soprattutto nell&#8217;ambito domestico\/familiare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Roberto Loffredo<\/p>\n<p>Qui il testo in inglese della sentenza:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.dragoneassociati.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/sentenza-Campo-Algodonero.pdf\">sentenza Campo Algodonero<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt;\">1 La Corte Interamericana dei Diritti dell\u2019Uomo, con sede a San Jos\u00e8 (Costa Rica), \u00e8 un tribunale internazionale, a carattere regionale, che mira a tutelare i diritti umani. Essa nasce in forza della Convenzione Interamericana dei Diritti dell\u2019Uomo adottata nel 1968 ed \u00e8 entrata in vigore\u00a0 nel 1978. Al sistema interamericano partecipano gli stati del centro-sud America, mentre ne rimangono fuori Stati Uniti e Canada. La Convenzione prevede l\u2019istituzione di una Commissione e di una\u00a0 Corte. Quest\u2019ultima svolge due diverse funzioni., una consultiva e una contenziosa. La funzione consultiva permette alla Corte di elaborare delle opinioni su interrogativi posti dagli Stati membri dell\u2019Organizzazione degli stati americani (OSA) o dagli organi dell\u2019organizzazione anche in merito a questioni circa l\u2019interpretazione della Convenzione. La funzione contenziosa permette invece alla Corte di accertare la responsabilit\u00e0 di uno Stato accusato di aver violato i diritti e le libert\u00e0\u00a0 previste dalla Convenzione. L\u2019accesso alla Corte tuttavia non \u00e8 diretto,\u00a0 ma \u00e8 subordinato alla presentazione del caso da parte di uno Stato aderente alla Convenzione o dalla stessa Commissione che, tra le sue diverse funzioni, svolge anche quella di \u201cfiltro\u201d delle denunce sulla presunta violazione dei diritti umani presentate da parte dei privati cittadini. Il potere sanzionatorio della Corte nei confronti dello Stato comprende sia l\u2019ordine di far rispettare il diritto o la libert\u00e0 violato, che quello di obbligare lo stesso alla riparazione delle conseguenze derivanti della violazione sino al pagamento di un\u2019indennit\u00e0 alla persona offesa. La Corte interamericana dei diritti dell\u2019uomo si inserisce in un disegno di sistemi regionali di tutela dei principi fondamentali riconoscendo cos\u00ec valore universale\u00a0 ai diritti umani e al loro sviluppo. E\u2019 frequente infatti che la giurisprudenza della stessa Corte faccia riferimento a quella della Corte Europea dei Diritti dell\u2019Uomo, e viceversa.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt;\">2\u00a0I rappresentanti della Commissione Interamericana dei Diritti dell\u2019Uomo hanno spiegato che il femminicidio consiste in \u201can extreme form of violence\u00a0 against women; the murder of girls and women merely because of their gender in a society that subordinates them\u201d che coinvolge \u201ca combination of factors, including cultural, economic and political elements\u201d. Lo stesso Stato del Mexico all\u2019art. 21 della General Law on the Access of Women to a Life Free of Violence, in vigore dal 2007,\u00a0 definisce il femminicidio come \u201cthe extreme form of gender violence against women, resulting from the violation of their human rights in the public and private sphere, comprising a series of misogynous conducts that can lead to the impunity of the State and society and may culminate in the homicide or other forms of violent death of women\u201d. La Corte Interamericana dei Diritti dell\u2019Uomo ha usato l\u2019espressione \u201cgender-based murders of women\u201d per indicare il femminicidio. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Note a cura della Dott.ssa Marta Manzoni<\/p>\n<p><!--:--><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ciudad Juarez, Messico 22 settembre 2011 Laura Berenice Ramos Mon\u00e1rez, anni 17, telefon\u00f2 ad una amica e si avvi\u00f2 verso casa. 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