Incontro di studio sulla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo al Lido di Venezia

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Nel magnifico scenario offerto dal Monastero di San Nicolò al Lido di Venezia, l’Avvocato Massimo Dragone e il Dott. Giovanni Fassina dello Studio Legale Dragone e Avvocati Associati Loffredo e Cestaro hanno partecipato all’incontro formativo dal titolo: “La tutela dei diritti umani presso la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo – modulo avanzato” che si è svolto dal 16 al 18 dicembre 2016. Il corso, organizzato dal’ EIUC, era rivolto specialmente ad avvocati ed operatori del diritto con lo scopo di approfondire le questioni affrontate dalla giurisprudenza più recente sia a livello italiano che sovranazionale.

Durante la prima giornata il Giudice Dott. Giovanni Conti, Consigliere della Corte di Cassazione, ha discusso del valore che le sentenze emesse dalla Corte E.D.U. hanno nel diritto interno affrontando la questione del “conflitto” che può crearsi tra l’ordinamento italiano e quello CEDU a fronte del maggior livello di tutela offerto dalla Corte di Strasburgo rispetto al nostro diritto nazionale.

Nella seconda parte il Dott. Roberto Chenal, giurista presso la Cancelleria della Corte E.D.U., nonché coordinatore scientifico del corso, ha affrontato alcuni aspetti problematici legati alla nozione della “Quarta Istanza”. La Corte E.D.U., infatti, non si considera come una giurisdizione di revisione dei processi interni e, pertanto, quando viene chiamata unicamente a rivalutare l’esame del fatto e del diritto svolto dal giudice nazionale, deve dichiarare il ricorso irricevibile, a meno che tali questioni abbiano determinato una violazione dei diritti previsti dalla Convenzione e il ricorrente le abbia adeguatamente sollevate. Questa nozione assume, quindi, particolare importanza e va intesa da un lato, come un motivo di irricevibilità dei ricorsi, e dall’altro, come un elemento per determinare l’estensione del potere della Corte nell’accertamento del fatto e nell’interpretazione del diritto interno.

Nella seconda giornata il corso è stato tenuto dal Dott. Andrea Tamietti, Cancelliere aggiunto della IV sezione della Corte E.D.U., e dalla Dott.ssa Irene Biglino, giurista presso la Cancelleria della Corte E.D.U. Il Dott. Tamietti ha fornito una panoramica sui principali aspetti della tutela offerta dalla CEDU alle persone imputate e condannate penalmente facendo riferimento alla giurisprudenza della Corte e descrivendo alcuni leading cases. Egli si è soffermato in particolare su alcuni temi quali: l’utilizzazione di prove illegali o acquisite in maniera contraria alla Convenzione, le procedure contumaciali, il mutamento dell’accusa in corso di causa ed infine il principio nullum crimen sine lege garantito dall’art. 7 della Convenzione.

La Dott.ssa Biglino ha delineato, invece, gli elementi che caratterizzano il diritto di proprietà tutelato dall’art. 1 Protocollo 1 della Convenzione. In primo luogo la nozione di «beni», a cui si riferisce questo articolo, va inteso in senso ampio (il testo inglese usa il termine generico: “possessions”) ed, infatti, è applicabile anche ad altri diritti e interessi patrimoniali, tra cui i diritti di credito. Inoltre, ai sensi della giurisprudenza della Corte E.D.U., il ricorrente è sempre considerato titolare di un bene anche quando può vantare un’aspettativa legittima a veder realizzata la propria pretesa giuridica, ovvero ad ottenere un determinato valore patrimoniale, in base alla consolidata giurisprudenza interna o alla legislazione nazionale. In secondo luogo bisogna dimostrare il tipo di ingerenza verificatasi, che può consistere alternativamente in una privazione del bene od una regolamentazione dell’uso. Infine, la Corte accerterà la violazione del diritto di proprietà ogniqualvolta l’ingerenza dello Stato su questi “beni” non è giustificata da obiettivi motivi di interesse generale o non è adeguatamente proporzionata allo scopo perseguito.

Durante la mattina del 17 dicembre sono state lette e commentate dal Dott. Chenal  alcune recenti sentenze della Suprema Corte di Cassazione che evidenziano le divergenti valutazioni, in relazione all’applicabilità in Italia dei principi posti dalle pronunce della Corte EDU in materia di diritti umani protetti dalla Convenzione, tra le Corti di Roma e Strasburgo. In alcune sentenze traspare un certa riluttanza dei giudici nazionali ad aderire ai parametri di tutela dei diritti adottati dalla Corte E.D.U.

Come emerso nel dibattito è in corso una profonda evoluzione del sistema giurisdizionale, ove si scontrano la cultura del precedente giurisprudenziale come vincolante e il diverso principio della soggezione del giudice “soltanto alla legge” (art 102 Costituzione). Ma con tale fondamentale precetto costituzionale non potrebbe farsi riferimento alla legge come interpretata dalla giurisprudenza? Vengono in proposito in rilievo anche le recenti riforme del Legislatore interno che hanno incrementato la funzione nomifilattica della Suprema Corte di Cassazione.

Orbene, la situazione di apparente conflitto tra le Corti sottende in realtà ad un più ampio problema culturale di concezione e condivisione di determinati principi, che le nostre Corti faticano ancora ad accettare pienamente.

L’avvocato riveste, dunque, un ruolo fondamentale per stimolare una graduale evoluzione del nostro ordinamento, potendo proporre ai giudici nazionali argomentazioni giuridiche sostanziali, che testimoniano una riflessione “di sistema”, spingendo i Tribunali e le Corti interne a confrontarsi più spesso con i principi sviluppatisi nell’ambito C.E.D.U.

Al termine dell’incontro è emerso, dunque, come le domande di giustizia proposte alla Corte di Strasburgo garantiscano spesso una tutela maggiore rispetto a quella offerta dalla legislazione nazionale e dai giudici interni. In futuro questi due ordinamenti avranno un rapporto sempre più stretto e sarà compito degli avvocati essere costantemente preparati e aggiornati su questi temi per poter assicurare nella quotidianità della professione il più alto livello di protezione dei diritti fondamentali garantiti dalla Convenzione Europea.

Avv. Massimo Dragone

Dott. Giovani Fassina