IL DANNO BIOLOGICO, IL DANNO MORALE E IL DANNO ESISTENZIALE SONO PREGIUDIZI NON PATRIMONIALI ONTOLOGICAMENTE DIVERSI E TUTTI RISARCIBILI

La Corte di Cassazione con la sentenza del 28.2.2013 n. 22585/2013 ribadisce quanto già espresso con la sentenza n. 20292/2012: il danno biologico (cioè la lesione della salute), quello morale (cioè la sofferenza interiore) e quello dinamico-relazionale (altrimenti definibile «esistenziale», e consistente nel peggioramento delle condizioni di vita quotidiane, risarcibile nel caso in cui l’illecito abbia violato diritti fondamentali della persona) costituiscono pregiudizi non patrimoniali ontologicamente diversi e tutti risarcibili. Tale conclusione non si pone in contrasto col principio di unitarietà del danno non patrimoniale, sancito dalla sentenza n. 26972 del 2008 delle sezioni unite della corte di cassazione, giacché quel principio impone una liquidazione unitaria del danno, ma non una considerazione atomistica dei suoi effetti.

Pertanto ritiene la Corte che possano in astratto sussistere sia il danno morale sia il danno esistenziale pur in assenza di danno biologico.