I diritti non vanno in vacanza: voli cancellati

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Anche se la stagione privilegiata per viaggi e vacanze è ormai giunta al termine, molti sono ancora coloro che, approfittando della minor frenesia di fine estate, di ferie posticipate, di temperature più miti o tariffe più convenienti, si  trovano in questi giorni a barcamenarsi tra stazioni e aeroporti di tutto il mondo.

A volte però, la voglia di partire per un bel viaggio lontano da casa  o di tornare alla propria quotidianità forti del carico di energia accumulato in vacanza, si deve scontrare con delle brutte sorprese lampeggianti su tabelloni di arrivi e partenze. Le perentorie  indicazioni di “Volo cancellato” o “Ritardo”, purtroppo accostate proprio al numero del volo prenotato, possono rappresentare per il passeggero solo l’inizio di uno scoraggiante susseguirsi di inconvenienti e contrattempi.

Lo sconforto creato da questo tipo di situazioni, spesso gestite in modo approssimativo e disorganizzato dalle compagnie aeree e dalle agenzie di assistenza, sta conoscendo proprio in questi giorni una fase di picco, anche a causa delle numerose cancellazioni e modifiche ai voli che la nota compagnia aerea low-cost Ryanair sta operando, per motivi interni all’azienda, su molte delle tratte servite.

Diventa quindi fondamentale saper affrontare questi imprevisti con un bagaglio (questa volta a prova di smarrimento) di informazioni e conoscenze che permetta di acquisire consapevolezza dei propri diritti e di ottenere quindi tutto ciò che spetta.

Avevamo già pubblicato a questo link: I diritti non vanno in vacanza – Cosa fare in caso di vacanza rovinata un utile prontuario sui passi da compiere in caso di cancellazione, ritardo del volo o negato imbarco. In particolare, si ricorda il diritto ad ottenere una compensazione di denaro di entità (da un minimo di € 250 ad un massimo di € 600)  commisurata sulla lunghezza della tratta

Segnaliamo una recentissima sentenza della Corte di Giustizia UE (11 maggio 2017, causa C-302/16), chiamata a pronunciarsi in via pregiudiziale in un caso che vedeva un passeggero contestare il rifiuto del vettore aereo di accordargli la compensazione pecuniaria dovuta ai sensi del regolamento 261/2004 del Parlamento Europeo e del Consiglio, a seguito della modifica della data di partenza del proprio volo, che egli aveva prenotato mediante un sito internet intermediario.

Nello specifico, la compagnia aerea affermava di aver assolto il proprio onere informativo consistente nel dare comunicazione al passeggero della cancellazione del volo almeno due settimane prima dell’ora di partenza originariamente prevista, avendone dato avviso in tempi adeguati al sito internet intermediario. Tuttavia, i gestori di quest’ultimo non avevano tempestivamente inoltrato l’informazione al passeggero, che veniva a conoscenza della cancellazione solo dieci giorni prima del volo.

Interpretando gli artt. 5 e 7 del suddetto Regolamento, la Corte ha affermato che il vettore aereo “è tenuto a pagare la compensazione pecuniaria di cui a tali disposizioni in caso di cancellazione del volo (…) , anche qualora tale vettore abbia informato di tale cancellazione, almeno due settimane prima di tale data, l’agente di viaggio tramite il quale il contratto di trasporto è stato stipulato con il passeggero interessato e quest’ultimo non sia stato informato da tale agente entro detto termine.” In breve, la comunicazione deve giungere al passeggero entro la scadenza prevista, non essendo il vettore sollevato dall’obbligo di compensazione qualora abbia informato della cancellazione unicamente gli agenti di viaggio o altri intermediari.

In pratica, nel caso di cancellazione del volo prenotato tramite agente di viaggio (ad es. agenzia, anche on line, quali Expedia, Skyscanner etc.), qualora la comunicazione della cancellazione al passeggero (e non solo all’agenzia) non sia intervenuta almeno due settimane prima dell’orario di partenza previsto, si avrà diritto ad ottenere la compensazione prevista in conformità con la legislazione europea.

Per una gestione efficace di tali procedimenti, in momenti come questo di grande confusione sul tabellone di arrivi e partenze, un’assistenza legale qualificata può rivelarsi di fondamentale importanza.

Avv. Massimo Dragone                                                  Dott.ssa Stefania Carrer

 

I diritti non vanno in vacanza – Cosa fare in caso di vacanza rovinata

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E’ vero: in tempo di rientro dalle ferie è dura fare i conti con il ritorno alla solita routine. D’altra parte, si affronta la nuova stagione con un carico di energia accumulato in vacanza, magari impiegata per un bel viaggio lontano da casa. Non sempre però tutto va come previsto: soprattutto quando si deve fare affidamento su prenotazioni fatte autonomamente o presso agenzie di viaggio per trasporti, soggiorni e  connesse attività turistiche, non è raro che si capiti proprio sulla casella degli imprevisti. Imprevisti che spesso sono collegati al trasporto aeroportuale e che si traducono in ritardi dei voli, successive e repentine cancellazioni, negato imbarco per overbooking, smarrimento dei bagagli e quant’altro.

Il problema è che spesso i disagi non si limitano allo scorno di dover affrontare lunghissime attese che rubano tempo al riposo anticipatamente acquistato, ma si riversano su una serie di eventi concatenati: l’impossibilità di raggiungere la destinazione nel tempo previsto impedisce, ad esempio, la partecipazione ad un certo evento o il pernottamento presso strutture alberghiere già pagato e non cancellabile. Tutto ciò ovviamente non solo rende la vacanza fonte di ulteriore stress, ma comporta anche dei danni di natura patrimoniale.

Ebbene, la legislazione internazionale ed europea ha da tempo riconosciuto i diritti dei passeggeri: la  Convenzione per l’unificazione di alcune regole relative al trasporto aereo internazionale, firmata a Montreal il 28 maggio 1999, cd. “Convenzione di Montreal” ed il Regolamento (CE) N. 261/2004 del Parlamento Europeo e del Consiglio sono degli strumenti preposti a risolvere concretamente alcuni degli inghippi relativi ai viaggi mediante trasporto aereo internazionale e all’interno dell’UE. Invocando le loro norme è infatti possibile richiedere ed ottenere la compensazione monetaria per la cancellazione del volo o il rimborso per le spese di trasporto o alloggio inaspettatamente affrontate a causa del ritardo o della mancata partenza e non solo.

Per esemplificare, se il vostro volo Venezia-Londra viene inaspettatamente e immotivatamente cancellato (vi sono infatti cause che escludono la responsabilità del vettore), avrete diritto ad una compensazione di denaro pari a 250 €, commisurata sulla lunghezza della tratta (entro i 1500 km). In ogni caso la compagnia aerea dovrà informarvi della possibilità di usufruire di pasti e bevande in relazione alla durata dell’attesa sopportata, di un’adeguata sistemazione in albergo, dei trasferimenti dall’aeroporto al luogo di sistemazione e viceversa, nonché di due chiamate telefoniche o messaggi via telex, fax o e-mail.

Tutti diritti sulla cui disposizione le compagnie aeree sono generalmente reticenti, sebbene l’obbligo di informazione e assistenza nei confronti dei passeggeri sia scolpito a chiare lettere nelle suddette normative e ribadite dalla giurisprudenza anche sovranazionale. Fra le sentenze più recenti, una decisione della Corte di Giustizia dell’Unione Europea (2014/C 395/24) ha  sancito che “la nozione di «orario di arrivo», utilizzata per determinare l’entità del ritardo subito dai passeggeri di un volo, indica il momento in cui si apre almeno uno dei portelloni dell’aeromobile” e non invece il momento di atterraggio, come sosteneva la compagnia aerea coinvolta.

L’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile (ENAC) da tempo svolge un lodevole lavoro di sensibilizzazione nei confronti dei cittadini che si mettono in viaggio: la “Carta dei Diritti del Passeggero” rappresenta un pratico strumento di informazione e aggiornamento sui diritti principali e sulle forme di tutela previsti per i viaggiatori nel caso di disservizi nel trasporto aereo. Tuttavia, tra il dire e il fare a volte c’è di mezzo uno scoraggiante mare di burocrazia, un linguaggio ostico o scarsa collaborazione da parte dell’interlocutore, che possono tradursi in situazioni di denegata giustizia.  La funzione dell’Avvocato risulta quindi fondamentale per la tutela dei diritti e il risarcimento dei danni da vacanza rovinata. Egli deve detenere una solida preparazione su questo fronte, per essere capace di dialogare con le compagnie aeree ed ottenere in tempi ragionevoli quanto spettante, ma spesso non richiesto o non agevolmente accessibile, in conseguenza di gran parte dei disagi affrontati in occasione del nostro viaggio.

Dott.ssa Stefania Carrer

Studio Legale Dragone e Avvocati Associati Loffredo e Cestaro