Conguagli Tia richiesti retroattivamente da Veritas agli operatori del mercato. Al via i ricorsi!

In questi giorni molti commercianti e artigiani dei mercati rionali di Mestre e Marghera si sono visti recapitare da Veritas la richiesta di pagamento di conguagli relativi alla Tia degli anni dal 2010 al 2012; conguagli che sarebbero dovuti per un errore di calcolo commesso dalla stessa Veritas che avrebbe applicato una riduzione che, a suo dire, non sarebbe stata invece dovuta.

Molti dei commercianti ritengono che tale richiesta non sia legittima e si sono rivolti al nostro studio per impugnare le suddette fatture a conguaglio.

Ed invero, a nostro avviso, tali richieste presentano molteplici profili di illegittimità, sia perché si chiede il pagamento retroattivo di una tassa che oggi non esiste più, sia per violazione dello statuto del contribuente e di principi dell’Unione Europea.

Nei prossimi giorni verranno presentati i ricorsi, che si aggiungeranno a quelli da noi già presentati lo scorso anno.

art.gazzettino 25.10.15_0001

 

La semplice indicazione “omesso o carente versamento” non è valida motivazione per una pretesa fiscale con conseguente nullità della cartella esattoriale

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 20211 del 3 settembre 2013, ha stabilito che l’indicazione di un “omesso o carente versamento” non costituisce adeguata motivazione di una pretesa fiscale e pertanto ha confermato la sentenza della Commissione Tributaria Regionale del Lazio – Latina che aveva dichiarato la nullità di una cartella esattoriale per tale motivo.

Inoltre la Suprema Corte evidenzia che l’affermazione della CTR secondo cui la cartella non conteneva ulteriori dati idonei a sorreggere le ragioni della Amministrazione avrebbe dovuto essere eventualmente contestata non tramite ricorso per Cassazione ma con il mezzo revocatorio.