La Corte Costituzionale riconosce il diritto all’indennizzo per i danneggiati a causa del vaccino antinfluenzale

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La Corte Costituzionale, con la sentenza 268/17 pronunciata il 14 dicembre 2017, ha dichiarato incostituzionale la legge 210/92 nella parte in cui non prevede il diritto all’indennizzo a favore di chi abbia patito una menomazione permanente dell’integrità psico-fisica a causa della vaccinazione antinfluenzale.

Come già sostenuto in passato per altre vaccinazioni raccomandate ma non obbligatorie (quantomeno all’epoca delle pronunce), la Corte ha ritenuto che la ragione del diritto all’indennizzo non derivi dall’essere la vaccinazione obbligatoria, ma risieda in esigenze di solidarietà sociale, posto che il singolo ha subito conseguenze negative per la propria salute che gli sono derivate da un trattamento sanitario (obbligatorio o raccomandato) effettuato anche nell’interesse della collettività.

Ed invero, sottolinea la Corte, sia le vaccinazioni obbligatorie che quelle raccomandate perseguono il medesimo obbiettivo: la tutela della salute collettiva, attraverso il raggiungimento della massima copertura della popolazione.

Pertanto, poiché la vaccinazione (obbligatoria o raccomandata) del singolo individuo va a favore della collettività tutelando la salute non solo del singolo ma anche collettiva, è giusto e conforme ai principi costituzionali che sia la collettività ad accollarsi l’onere del pregiudizio individuale derivato dalla vaccinazione.

Qui il testo della sentenza Sentenza Cost 268 2017

Roberto Loffredo

 

EQUA RIPARAZIONE: slittamento dei termini per il pagamento

Con disappunto il nostro Studio apprende che il Governo, non riuscendo a concludere l’iter dei pagamenti dell’equa riparazione e delle transazioni entro la data del 31.12.2017 stabilita dall’art. 27bis della legge 114/2014, sta valutando di prorogare il termine con apposita disposizione-emendamento da inserire nella emananda legge di bilancio.
Dalle attuali informazioni pare che tale proroga sarebbe al 31.12.2018, ma la certezza si avrà solo con la votazione finale della legge di bilancio.
In attesa di conoscere le definitive determinazioni del Governo, lo Studio esprime la propria indignazione per questo eventuale ennesimo dilatamento dei tempi da parte del Governo e del Ministero della Salute, che giunge nonostante il monito della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo intervenuta con varie sentenze tra cui la pronuncia del 14 gennaio 2016 (http://www.dragoneassociati.it/…/…/01/RIASSUNTO_SENTENZA.pdf).
Qualora si verificasse questo slittamento dei tempi di pagamento, lo Studio valuterà con la propria clientela le più opportune azioni in sede nazionale e sovranazionale per la tutela dei diritti dei propri assistiti.

 

ASSEGNO DI DIVORZIO: SE SI’, QUANDO?

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La Corte di Cassazione, con ordinanza n. 20525/2017 depositata il 29 agosto 2017, torna a trattare il tema dell’assegno di divorzio, escludendo, nel caso di specie, l’obbligo dell’ex marito riconosciuto, in precedenza, in favore dell’ex moglie.

Tale pronuncia richiama la precedente e innovativa sentenza n. 11504/2017 della stessa Corte (v. il nostro precedente articolo Assegno di divorzio: la Cassazione cambia tutto) ed esprime in modo conciso e chiaro l’iter motivazionale che può condurre al riconoscimento del diritto all’assegno di divorzio.

Il Giudice di legittimità sancisce che il diritto all’assegno di divorzio può sorgere dopo una verifica giudiziale che si articola in due momenti: in una prima fase il Giudice dovrà accertare SE sussiste un diritto del richiedente a ricevere l’assegno di divorzio, basandosi sul “principio  dell’autoresponsabilità economica di ciascuno dei coniugi quali persone singole”, valutando in particolare se il richiedente sia, o meno, economicamente autosufficiente. Il diritto all’assegno sorge solo in caso di valutazione negativa sull’autosufficienza economica del richiedente, che dà ingresso alla seconda fase di verifica, ovvero a quella della QUANTIFICAZIONE dell’assegno, che sarà informata al “principio della solidarietà economica dell’ex coniuge obbligato (..) nei confronti dell’altro quale persona economicamente più debole”.

Nel caso di specie, dopo un’attenta valutazione della posizione patrimoniale dell’ex moglie, il Giudice di legittimità ha accolto il ricorso dell’ex marito ritenendo non sussistenti i presupposti per riconoscere alla stessa il diritto all’assegno divorzile.

Con tale pronuncia la Corte di Cassazione dà continuità dunque al recente nuovo orientamento giurisprudenziale in materia di assegno di divorzio che richiede una rigorosa valutazione della situazione patrimoniale degli ex coniugi, intesa in senso ampio, allontanandosi dal precedente parametro del “tenore di vita” goduto in costanza di matrimonio ai fini del riconoscimento del diritto all’assegno di divorzio e della sua determinazione.

Avv. Barbara Cestaro                                                   Dott.ssa Marta Manzoni

Cassazione-Civile-29.08.2017-n.-20525

 

(English) Your rights do not go on holiday – Knowing your rights in case of flight cancellations and other travel troubles

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“Travel is the only thing you buy that makes you richer” is a well known quotation that may express the hidden value of a simple purchase such as booking a flight for a deserved holiday.

However, sometimes the pleasure of travelling can be tarnished by all those accidents related to flight delays, cancellations, lost luggage, which a passenger has to face together with all the consequent inconveniences.

This applies all the more in these days, because of Ryanair’s policy of planned cancellation of flights. In order to face successfully this kind of situations, it is important for passengers to be aware of  the claim and compensation procedures they are entitled to trigger. Among the international instruments, passengers’ rights are enshrined in the “Convention for the Unification of Certain Rules for International Carriage by Air”, signed on the 28 May 1999 in Montreal (so-called “Montreal Convention”). By the same token, the “Regulation (EC) No 261/2004 of the European Parliament and of the Council” establishes common rules on compensation and assistance to passengers in the event of denied boarding and of cancellation or long delay of flights.

In Italy, the ENAC (Italian Civil Aviation Authority) plays a fundamental role in raising awareness and communication of correct information on this topic, particularly with the publication of  “The Passengers’ Bill of Rights”, an useful vademecum for all travellers.

The existence and circulation of these instruments is a clear step forward the full recognition of passenger’s rights, which is nevertheless still hindered by the discouraging bureaucracy and procedures one needs to go through in order to obtain what it is granted by law. For this reason, the assistance of a well-equipped legal practitioner may prove fundamental in turning rights from theory into reality.

In particular, in case of flight cancellation a passenger can claim a monetary compensation up to 600 € and is entitled to meals, refreshments, accommodation and hotel transfers depending on the length the flight and delay: therefore, following the correct procedure may be rewarding.

If you need any assistance in the abovementioned matters, please feel free to contact our law firm at: segreteria@dragoneassociati.it

 Avv. Massimo Dragone                                                    dott.ssa Stefania Carrer

 

I diritti non vanno in vacanza: voli cancellati

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Anche se la stagione privilegiata per viaggi e vacanze è ormai giunta al termine, molti sono ancora coloro che, approfittando della minor frenesia di fine estate, di ferie posticipate, di temperature più miti o tariffe più convenienti, si  trovano in questi giorni a barcamenarsi tra stazioni e aeroporti di tutto il mondo.

A volte però, la voglia di partire per un bel viaggio lontano da casa  o di tornare alla propria quotidianità forti del carico di energia accumulato in vacanza, si deve scontrare con delle brutte sorprese lampeggianti su tabelloni di arrivi e partenze. Le perentorie  indicazioni di “Volo cancellato” o “Ritardo”, purtroppo accostate proprio al numero del volo prenotato, possono rappresentare per il passeggero solo l’inizio di uno scoraggiante susseguirsi di inconvenienti e contrattempi.

Lo sconforto creato da questo tipo di situazioni, spesso gestite in modo approssimativo e disorganizzato dalle compagnie aeree e dalle agenzie di assistenza, sta conoscendo proprio in questi giorni una fase di picco, anche a causa delle numerose cancellazioni e modifiche ai voli che la nota compagnia aerea low-cost Ryanair sta operando, per motivi interni all’azienda, su molte delle tratte servite.

Diventa quindi fondamentale saper affrontare questi imprevisti con un bagaglio (questa volta a prova di smarrimento) di informazioni e conoscenze che permetta di acquisire consapevolezza dei propri diritti e di ottenere quindi tutto ciò che spetta.

Avevamo già pubblicato a questo link: I diritti non vanno in vacanza – Cosa fare in caso di vacanza rovinata un utile prontuario sui passi da compiere in caso di cancellazione, ritardo del volo o negato imbarco. In particolare, si ricorda il diritto ad ottenere una compensazione di denaro di entità (da un minimo di € 250 ad un massimo di € 600)  commisurata sulla lunghezza della tratta

Segnaliamo una recentissima sentenza della Corte di Giustizia UE (11 maggio 2017, causa C-302/16), chiamata a pronunciarsi in via pregiudiziale in un caso che vedeva un passeggero contestare il rifiuto del vettore aereo di accordargli la compensazione pecuniaria dovuta ai sensi del regolamento 261/2004 del Parlamento Europeo e del Consiglio, a seguito della modifica della data di partenza del proprio volo, che egli aveva prenotato mediante un sito internet intermediario.

Nello specifico, la compagnia aerea affermava di aver assolto il proprio onere informativo consistente nel dare comunicazione al passeggero della cancellazione del volo almeno due settimane prima dell’ora di partenza originariamente prevista, avendone dato avviso in tempi adeguati al sito internet intermediario. Tuttavia, i gestori di quest’ultimo non avevano tempestivamente inoltrato l’informazione al passeggero, che veniva a conoscenza della cancellazione solo dieci giorni prima del volo.

Interpretando gli artt. 5 e 7 del suddetto Regolamento, la Corte ha affermato che il vettore aereo “è tenuto a pagare la compensazione pecuniaria di cui a tali disposizioni in caso di cancellazione del volo (…) , anche qualora tale vettore abbia informato di tale cancellazione, almeno due settimane prima di tale data, l’agente di viaggio tramite il quale il contratto di trasporto è stato stipulato con il passeggero interessato e quest’ultimo non sia stato informato da tale agente entro detto termine.” In breve, la comunicazione deve giungere al passeggero entro la scadenza prevista, non essendo il vettore sollevato dall’obbligo di compensazione qualora abbia informato della cancellazione unicamente gli agenti di viaggio o altri intermediari.

In pratica, nel caso di cancellazione del volo prenotato tramite agente di viaggio (ad es. agenzia, anche on line, quali Expedia, Skyscanner etc.), qualora la comunicazione della cancellazione al passeggero (e non solo all’agenzia) non sia intervenuta almeno due settimane prima dell’orario di partenza previsto, si avrà diritto ad ottenere la compensazione prevista in conformità con la legislazione europea.

Per una gestione efficace di tali procedimenti, in momenti come questo di grande confusione sul tabellone di arrivi e partenze, un’assistenza legale qualificata può rivelarsi di fondamentale importanza.

Avv. Massimo Dragone                                                  Dott.ssa Stefania Carrer